12.20.08
Pensieri 1
Troppo tempo che non scrivo sul blog, e anche se virtuale uno sfogo ogni tanto fa bene. Forse adesso che non è più così visibile può tornare ad essere quello che era tempo fa, uno sfogo appunto, un diario senza pretese di qualcuno che non ha ancora capito bene di cosa sta scrivendo e dove andrà a parare.
Non è stato un periodo semplice, ultimamente. Gli impegni sono sempre gli stessi: università, morosa, croce verde, calcetto. E’ aumentata la pressione, sicuramente, vedendo i tuoi amici laurearsi mentre ti senti ancora in alto mare. Vedendo gente nella tua situazione, o quasi, rinunciare e tirarsi indietro. Il discorso è che stiamo prendendo coscienza di una cosa che, secondo me, ci spaventa parecchio. Stiamo crescendo. Non il crescere facile e abbastanza inconsapevole dell’adolescenza, dove rimbalzi tra mille mode e tendenze, amicizie e convinzioni fino a farti un’idea più o meno originale, tua, del mondo che ti circonda. Questo è un crescere vero, come svegliarsi un giorno e andare a sbattere addosso a un muro su cui c’è scritto “non è più tempo di giocare”. I vent’anni sono passati, la laurea si avvicina, hai -volutamente o no- fatto cadere nel dimenticatoio vecchi amici per fartene di nuovi, senti sulla pelle che non sei più un ragazzo, ma nemmeno un adulto. Sei pronto per nuove esperienze, o forse no. E come vanno affrontate? Con la responsabilità che hai imparato in tutti questi anni o con la spensieratezza di chi ha ancora tutto da vivere?
L’unica risposta per adesso è vivere, e basta. Cercare, fare, mettersi in gioco, mantenere fede agli impegni ma trovare tempo e voglia per sperimentare sempre cose nuove. In fin dei conti un giorno ripenseremo a quello che abbiamo vissuto, perchè sarebbe molto peggio ripensare a quello che non abbiamo osato affrontare.